SIDDA SUD

VIVERE A STRETTO CONTATTO CON I PICCIONI

LE MALATTIE:

Il numero di malattie veicolate dai colombi è sorprendentemente alto: circa una sessantina, ed inoltre essi ospitano pericolosi ectoparassiti. Il panorama è molto esteso per quanto riguarda le patologie da microrganismi, qui di seguito ne elenchiamo alcune fra le più insidiose per la salute dell’ uomo.

· Histoplasmosis: malattia fungina dell'apparato respiratorio; il fungo prolifera negli escrementi secchi degli uccelli. Il tessuto polmonare viene progressivamente intaccato dalle spore inalate per via aerea.

· Candidiasis: infezione fungina della pelle, delle mucose della bocca, del sistema respiratorio e intestinale ed in particolare del tratto urogenitale femminile.

· Criptococcosis: Patogeno che vive nel tratto intestinale dei colombi infetta il sistema respiratorio ma può causare serie aggravanti a carico del sistema nervoso centrale.

· Encefalite di St. Luis: causata da un virus del gruppo B può essere fatale per le persone anziane.

· Salmonellosi: i batteri vivono negli escrementi degli uccelli, che una volta secchi vengono trasportati nell'aria come polvere a contaminare gli alimenti; infatti la malattia si verifica come intossicazione alimentare. Recenti indagini indicano che circa il 50% dei colombi abitanti nelle città del centro-nord della nostra penisola sono affetti da salmonellosi e quindi le loro feci ospitano questi microrganismi infezione assai temibile in quanto si è recentemente appurato che il lievito responsabile di questa malattia causa gravissime forme di meningite e meningoencefalite negli individui immunodepressi o colpiti da AIDS.
La stretta relazione tra gli escrementi di piccione e la propagazione della
criptococcosi è oggi innegabile. Pure il gabbiano comune contribuisce a veicolare tale infezione, ampliando il rischio di diffusione tramite i suoi voli quotidiani di ampio raggio.

· Psittacosi: nei piccioni è detta Ornitosi ed è causata da un virus basofilo (Chlamidia psittaci) presente in escrementi e pulviscolo atmosferico con elevata carica microbica. Nell'uomo ha decorso simil - influenzale, ma a volte sfocia in una polmonite vera e propria. Ultimamente viene riscontrata con frequenza sugli animali. C'è chi sostiene che oltre il 10% di tutte le affezioni acute alle vie respiratorie nei centri urbani sarebbe imputabile al sovrannumero di piccioni in prossimità delle abitazioni.

· Toxoplasmosi: protozoi che causano questa patologia sono emessi con le feci ed altri escreti e risultano pericolosi quando danno infezioni congenite ai feti per via transplacentare.

· Boreliosi o malattia di Lyme: veicolata dalle zecche. In una bassa percentuale di casi (circa il 5%) puo' presentare prognosi pericolose comprendenti malattie neurologiche (come meningiti, polineuriti, meningo-encefaliti progressive), disturbi articolari, cardiaci e oculari.

· Botulismo: con esiti sovente mortali.

· Pseudopeste aviare: causa nei neonati di acute meningiti.

 

ECTOPARASSITI:

Gli ectoparassiti dei colombi sono una cinquantina, ne ricordiamo i principali:

· Cimex colombarius: possono attaccare l'uomo e animali domestici; ematofagi. possono consumare sangue in quantità pari a 5 volte il loro peso.

· Acari: ematofagi del genere Dermanyssus, sono portatori del virus dell' Encefalite e possono dar luogo a dermatiti. Si alimentano durante, la notte, mentre durante il giorno si nascondono in fessure e screpolature intorno al nido.

· Mallophaga: gli insetti appartenenti a questo Ordine si nutrono del piumaggio dei colombi (infestante specifico è Columbicola columbae) e possono recare molestia nelle vicinanze dei nidi,pur senza risultare di danno diretto alle persone.

· Tenebrio Molitor: è il verme della farina che vive anche nei nidi dei piccioni e causa disturbi intestinali.

· Argas reflexus (Zecche dei piccioni): piccoli acari di consistenza coriacea, lunghi da 0,5 a 1 cm., di colore scuro. Si diffondono nei luoghi affollati dai piccioni, quali i sottotetti e da qui all'interno delle abitazioni, in particolare tra le murature e gli stipiti dei serramenti o i battiscopa. Le zecche si nutrono del sangue e del sebo dei piccioni, ma anche di quello di altri uccelli, animali e dell'uomo. La saliva prodotta dal parassita durante l'alimentazione provoca all'uomo dei fenomeni allergici che possono addirittura sfociare in uno shock anafilattico. Il "rischio-zecche" aumenta considerevolmente per l'uomo quando si attuano improvvisi interventi di sfoltimento dei piccioni a seguito dei quali possono verificarsi massicce invasioni dei locali interni oppure quando vengono chiusi ermeticamente anfratti o locali colonizzati dai piccioni senza effettuare contemporaneamente la disinfestazione con insetticidi idonei. La migrazione di zecche verso l'uomo è stata accertata persino a due anni di distanza dagli interventi di eliminazione dei volatili.

Quanto sopra esposto, pur nella sua incompletezza, rende l'idea della elevata capacità patogena documentata per i colombi. Non si tratta di essere allarmisti, ma di considerare scientificamente il problema sotto ogni punto di vista.

I "piccioni urbanizzati", per effetto di una sentenza istruttoria del Pretore di Cremona del 18 gennaio 1983, sono considerati alla stregua di tutti gli animali allevati e quindi passibili di ogni azione di sfruttamento, compresa la cattura e l'uccisione.

La sentenza approfondiva il concetto di "urbanizzazione" del colombo specificando che non devono valere per i colombi urbani le normative della Legge 968/77 che riguarda la fauna selvatica come patrimonio indisponibile dello Stato.

Si è convenuta l'esistenza di una varietà domestica del piccione (Columba livia) definendo i piccioni che abitano le città animali randagi.

Il 25 novembre 1993 l'Istituto Nazionale Fauna Selvatica accreditava la sentenza del Pretore Francesco Nuzzo esprimendosi in questo modo." Si ritiene che la posizione sistematica, ecologica e legale dei cosiddetti piccioni di città sia quella di specie non appartenente alla fauna selvatica. Si tratta infatti di popolazioni la cui origine deve essere ricondotta a forme domestiche del colombo selvatico (Colomba livia f. domestica) sfuggite al controllo da parte dell'uomo…".

L'art. 19 della Legge 157/92 prevede la concreta possibilità di adottare metodi di controllo efficaci (piani di abbattimento) ai fini della tutela del patrimonio zootecnico, per motivazioni sanitarie, per la tutela del patrimonio artistico, per la difesa delle specie selvatiche.

Per effetto di quanto sopra esposto i piccioni urbani non sarebbero più patrimonio indisponibile dello stato, quindi, suscettibili di attività atte al loro controllo.

I soggetti titolari di intervento sono diversi:

· nei centri urbani il Sindaco con il concorso della Provincia se ci sono fondate giustificazioni di ordine sanitario;

· per le aree agricole la competenza riguarda la Provincia che interviene su interrogazione delle organizzazioni professionali agricole;

· quando sussistono motivazioni sanitarie di carattere generale interviene la Provincia in esecuzione di specifica Ordinanza dell'Autorità Sanitaria Locale (ASL).

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